Rinasce il parco di Vespasiano Gonzaga

Riposto il seguente articolo tratto dalla Gazzetta di Mantova che racconta un modo diverso di percepire il “contorno” e di approcciarsi alla nostra storia.

C’è chi investe per recuperare un giardino che non esiste più e chi investe per distruggerne uno che ancora esiste…

 

SABBIONETA. Un intervento da quasi 300mila euro per ricreare il giardino di Vespasiano Gonzaga. Scatteranno nei prossimi giorni, per concludersi entro giugno, i lavori di sistemazione dell’area verde di palazzo Giardino a Sabbioneta.

Si tratterà di un recupero di tipo filologico. Il via con un percorso di ricerca ed analisi promosso dall’ufficio Unesco Mantova e Sabbioneta. Uno studio della durata di tre anni con consultazione di documenti storici e analisi sul campo. Nel 2016 la partecipazione al bando regionale Territori Creativi, che consente all’amministrazione di ottenere un finanziamento pari al 50% del costo complessivo dell’opera. Poi, il progetto, realizzato dal dipendente comunale Nando Bertolini, e l’affidamento dei lavori alle ditte Nonsoloverde di Reggio Emilia e Azimut di Casalmaggiore. Il quadro economico è di 296mila euro, 148mila dei quali arrivati grazie al contributo della Regione.

L’area sarà divisa in quattro parti, con un richiamo ai canoni del giardino segreto rinascimentale. Nel punto centrale, luogo dell’incontro dei due viali, verrà creata una fontana a raso. Previsto il restauro delle mura, delle grotte e la riattivazione delle fontane. Le aree verdi saranno delimitate da siepi e nei vialetti interni troveranno spazi piante da frutto come melograni, meli o peri. Nei due viali principali spazio a 36 vasi in terracotta con agrumi. Dopo un primo parere positivo all’abbattimento delle piante presenti, la Sovrintendenza ha ordinato il mantenimento dei tre tigli attualmente posizionati a ridosso del palazzo.

La nascita del giardino risale al 1584 per volere di Vespasiano Gonzaga. Il progetto è di Bernardino Campi, artista attivo alla corte dei Farnese chiamato a Sabbioneta per decorare le sale interne del palazzo. Le fonti consultate in questi anni testimoniano una mutazione del luogo, divenuto dapprima orto e poi spazio abbandonato e incolto.

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